Inizio lavori a Kalongo Charles era lì che ci aspettava con la macchina al collo.

2011-01-22 - Kalongo. Un felice ritorno a Kalongo 1©Alice Brandolini

È comparso negli uffici del Cesvi dopo poche ore che eravamo a Kalongo. La sua passione per la fotografia è rimasta attiva nei due anni di nostra assenza: ha resistito alla solitudine, al trascorrere del tempo, all’impegno che un uomo tutti i giorni deve esprimere per sopravvivere in questo posto bello ma estremamente difficile, ha resistito alla fuga nella città, alla mancanza di soldi e soprattutto alla frustrazione di poter esprimere qualcosa di bello e utile senza poterlo sviluppare in una vera e concreta professione.

È visibilmente molto più consapevole di quando lo abbiamo incontrato la prima volta. Nel 2009 era un giovane uomo di 19 anni con tre figli, impacciato, maldestro e timido. Oggi ha 4 figli. Nei suoi occhi brilla una luce diversa, una luce piena di speranza, una luce che purtroppo si incontra raramente negli occhi degli uomini che vivono in questa parte di mondo. Ha espresso capacità organizzative e pratiche, la sua crescita intellettuale e la sua capacità critica si sono molto sviluppate insieme alla sua voglia di analizzare e capire le esperienze fatte. Il laboratorio di due anni fa e il suo viaggio in Italia hanno probabilmente contribuito a renderlo più sicuro e cosciente del mondo che gli sta attorno. Mi ricorda un uomo di nome Saùl.

Nei giorni seguenti abbiamo allestito insieme lo spazio di lavoro e la camera oscura, e via via che il tempo passava compariva qualcuno che conoscevamo già e che veniva a salutarci avendo saputo del nostro ritorno. Ma di allievi neanche l’ombra, tranne Francis incontrato in un negozietto a lavorare come commesso e Samuel apparso il terzo giorno.

Il giorno ufficiale di inizio lavori erano ancora solo in tre, abbiamo deciso di andare a scovarli a casa loro o al lavoro uno per uno. Il reclutamento ha dato buoni frutti in un giorno di ricerca abbiamo trovato altri allievi disposti a continuare il laboratorio, abbiamo saputo che molti di loro erano in viaggio, alcune allieve dovevano badare ai loro numerosi fratelli e sorelle o erano diventate madri e abbiamo constatato che tre di loro non erano interessati a unirsi al gruppo. Alla fine della giornata abbiamo avuto dieci adesioni, numero sufficiente per iniziare a creare il lavoro insieme.

Il giorno seguente il laboratorio è iniziato con grande entusiasmo dei ragazzi, soprattutto di Charles, Samuel e Francis che dimostrano di aver fatto propria la passione per la fotografia.

Emiliano Scatarzi
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