La nostra metodologia d’insegnamento si fonda sul principio dell’imparare facendo. Lontani dagli schemi di apprendimento accademico, proponiamo la partecipazione attiva e continua dei ragazzi durante tutte le fasi del laboratorio, da quelle progettuali a quelle operative.

I laboratori di fotografia e di raccolta di storie sono divisi in 3 livelli formativi della durata di circa 45 giorni ciascuno. Durante il primo incontro vengono fornite delle macchine fotografiche professionali allo scopo di prendere confidenza col mezzo espressivo; successivamente si individuano collettivamente i temi d’indagine e si introducono le prime nozioni di tecnica fotografica. Attraverso l’autovalutazione e l’analisi collettiva dei risultati si sviluppano conoscenze teoriche e pratiche sempre più approfondite, che conducono gli studenti alla gestione autonoma di tutte le fasi, dallo scatto alla stampa.

Alla fine di ogni laboratorio viene organizzata una mostra in loco. La divulgazione del materiale avviene poi tramite eventi organizzati dall’associazione (mostre itineranti, proiezioni video), l’edizione di libri e cataloghi, pubblicazioni sulla stampa nazionale ed internazionale anche online.

Il Gruppo Indagine si occupa di documentazione fotogiornalistica e realizza prodotti firmati dai membri di FotografiSenzaFrontiere-onlus (fotografi, videomakers, scrittori, curatori artistici).
Tra le produzioni del gruppo indagine vi sono documentari, servizi fotografici, video-reportage, articoli di approfondimento, volumi fotografici e allestimenti espositivi: progetti di gruppo che esprimono il tipo di sguardo e una precisa volontà di documentazione che gli autori di FSF-onlus mettono in atto costantemente affrontando temi specifici di attualità o di politica internazionale.

Attraverso un impiego simultaneo di linguaggi diversi, le produzioni del gruppo indagine mirano a presentare aspetti non canonici delle diverse realtà, a condurre un lavoro di informazione frutto di una ricerca espressiva e di reale vicinanza con le situazioni documentate, a informare in modo nuovo, evitando ogni facile semplificazione e opinioni precostituite sulle diverse realtà politiche e sociali.

La scelta degli ambiti di documentazione è spesso orientata, come tutto il lavoro della onlus, verso realtà di svantaggio, marginalità o criticità sociale economica, politica.